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A R P I S T A - H A R P I S T

DAVIDE BURANI
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DUO D'HARPES AU XVIII SIECLE

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Duo d'arpe DAVID

Emanuela Degli Esposti

Davide Burani

Duo pour deux harpes en mib majeur, op.30

1. Allegro

2. Rondò allegro

 

Deuxième Duo en sib majeur, op.30

3. Allegro moderato

4. Andantino

5. Rondò allegretto

 

Duetto III en sib majeur

6. Allegro

7. Minuetto

 

Duo I en fa majeur

8. Allegretto

9. Andante

10. Allegro scherzo

 

Duo op.17

11. Adagio - Allegro vivace

12. Adagio, ma non troppo

13. Rondò allegro

 

 

Dopo un ventennio di esperimenti, nel 1720 il liutaio bavarese Jacob Hochbrucker costruì un'arpa dotata di sette pedali che, inseriti nella base dello strumento e collegati a un meccanismo di tiranti, potevano alterare il suono delle corde di un semitono.

L'ingegnoso sistema cromatico sarà oggetto di studi e miglioramenti che si protrarranno fino ai primi anni dell'Ottocento soprattutto in Francia dove l'arpa a pedali, introdotta intorno al 1747, diverrà ben presto uno degli strumenti più popolari.

Gli arpisti , giunti numerosi a Parigi da varie parti d'Europa, iniziarono ad esibirsi nei teatri e nelle società di concerti.

Dal 1763, data in cui venne dato alle stampe l' "Essai sur la vraie manière de jouer de la harpe avec une mèthode de l'accorder" di P.J.Meyer , iniziò una fiorente produzione musicale di composizioni solistiche e da camera.

Le botteghe parigine di liuteria si moltiplicarono generando strumenti magnificamente intarsiati e dipinti.

Definita "Harpe Organisèe", nel 1767 l'arpa a pedali venne dettagliatamente descritta e illustrata sull'Enciclopedia di Diderot e D'Alembert , e nello stesso periodo iniziò la diffusione della rivista "Magazine pour la harpe" che presentava pagine di compositori come Cherubini e Petrini.

La stessa regina Maria Antonietta fu un'abile arpista e , grazie a una commissione del Duca de Guiness , Mozart, presente a Parigi nel 1778, scrisse lo splendido concerto in do maggiore per flauto, arpa e orchestra.

A quel periodo aureo appartengono i brani registrati dal Duo David con l'intento di valorizzare un repertorio ancora sconosciuto.

Si tratta di cinque prime registrazioni di duetti originali appena pubblicati nella collana urtext UT Orpheus, a cura di Anna Pasetti (Vernier, Cardon, Marin) ed Emanuela Degli Esposti (Petrini e Gatayes).

Nonostante accada spesso che gli interpreti si orientino verso le trascrizioni tratte dai classici per clavicembalo, e ciò avveniva anche nella seconda metà del settecento per via di una certa affinità nella scrittura musicale dei due strumenti, tuttavia esiste un ricchissimo repertorio originale , e non è un caso che gli autori fossero loro stessi valenti arpisti.

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